19 Novembre 2024
Tax control framework: una rete di competenze per i certificatori
di Alessandro Germani
Il decreto dei ministeri dell’Economia e della Giustizia sui requisiti dei certificatori del tax control framework (Tcf) affronta anche la preparazione allo svolgimento dell’incarico di certificazione (articolo 5) e i requisiti di professionalità richiesti (articolo 2, comma 2).
Circa il primo aspetto, prima di accettare l’incarico di certificazione del Tax control framework il professionista dovrà valutare e documentare, anche attraverso dichiarazioni sostitutive di certificazioni o di atto di notorietà:
- l’iscrizione nell’elenco tenuto dai Consigli nazionali degli Ordini professionali di avvocati e commercialisti (articolo 1, comma 1, del Dm);
- l’eventuale presenza di rischi per la sua indipendenza e, nel caso, l’eventuale adozione di idonee misure per mitigarli;
- l’affidabilità organizzativa e tecnica, anche in termini di disponibilità di tempo e risorse necessari per svolgere in modo adeguato l’incarico di certificazione, oltre che in termini di competenze professionali, anche sulla base di quanto previsto dall’articolo 6, comma 10.
I requisiti di onorabilità e indipendenza (si veda «Il Sole 24 Ore» del 15 e 17 novembre) devono sussistere durante l’intero periodo intercorrente fra l’assunzione dell’incarico da parte del professionista e il rilascio della certificazione. Il venir meno dei requisiti comporta la decadenza dell’incarico da parte del professionista.
Il punto sull’affidabilità organizzativa e tecnica richiama, così come avviene attualmente negli incarichi di revisione, tempi e risorse da destinare a un lavoro particolarmente gravoso. Al di là della struttura del professionista (studio associato, società di appartenenza), potrà esservi anche una rete di altri professionisti (compresi i consulenti del lavoro), sempre dotati dei requisiti di onorabilità e indipendenza, in grado di coadiuvarlo, ferma restando la sua responsabilità sulla certificazione.
Ciò si lega altresì alle competenze che sono richieste al dottore commercialista e all’avvocato quali certificatori. Infatti l’articolo 2 in tema di professionalità fa riferimento a:
- sistemi di controllo interno e gestione dei rischi;
- principi contabili;
- diritto tributario.
Ora non è così scontato che il singolo professionista o la sua struttura di appartenenza dispongano di tutte quante le professionalità richieste. Infatti si va da ambiti di controllo interno che sono propri di esperienze di modelli 231, a tematiche di principi contabili (sia Oic sia Ias-Ifrs in base alle società coinvolte) fino all’ambito del diritto tributario. Inoltre, occorre considerare la profondità a cui tali tematiche debbono giungere nella certificazione del Tcf motivo per cui in tutti questi ambiti è richiesta una conoscenza piuttosto approfondita. Ciò chiama in causa sia la struttura propria del professionista sia la rete che il medesimo sarà in grado di creare.
© RIPRODUZIONE RISERVATA