04 Dicembre 2024
Riporto perdite infragruppo: limiti con decreto
di Alessandro Germani
La versione definitiva del decreto Irpef Ires interviene sul regime del riporto perdite e operazioni straordinarie con molte conferme e alcune modifiche importanti. Queste ultime riguardano il riporto delle perdite fiscali infragruppo che viene semplificato ma dovrà essere oggetto di disciplina secondaria e il riporto post fusione delle perdite estere che scompare.
Circa il regime del riporto delle perdite (articolo 84 del Tuir), che scatta in caso di trasferimento del controllo o modifica dell’attività, viene confermata la più stretta equiparazione con quello delle operazioni di fusione e scissione (articolo 172 e 173 del Tuir). Si conferma infatti il vitality test (se nell’esercizio precedente i ricavi e i costi del lavoro superano il 40% della media degli ultimi due esercizi anteriori) assieme al venir meno del requisito relativo al numero minimo dei dipendenti, non presente nelle fusioni. Confermata poi l’introduzione del vincolo patrimoniale anche per il riporto delle perdite similmente alle fusioni. Ma in entrambe accanto al limite del patrimonio netto contabile (che permane) viene introdotto anche il valore economico con relazione giurata di stima. In questo secondo caso, nel testo approvato ieri emerge che il patrimonio netto (Pn) effettivo vada ridotto del prodotto fra versamenti e conferimenti degli ultimi 24 mesi e rapporto fra Pn effettivo e Pn contabile.
Sulle fusioni è confermato che il vitality test va esteso al periodo interinale (dall’inizio dell’esercizio alla data di efficacia della fusione) e alle ipotesi di retrodatazione della fusione stessa.
Grande novità è rappresentata - sia per le perdite da trasferimento del controllo sia per quelle da operazioni straordinarie - dal principio della libera trasferibilità nel gruppo. Questo principio vale tuttavia solo per le perdite maturate infragruppo e per quelle «omologate», ovvero maturate fuori dal gruppo ma che poi in ingresso hanno superato vitality test e vincolo patrimoniale. Qui le difficoltà segnalate anche nel parere della Camera (si veda «Il Sole 24 Ore» del 20 novembre 2024) fanno sì che si demandino a un decreto del Mef le disposizioni attuative.
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