23 Gennaio 2025
Rinvio deduzioni per i componenti Ifrs 9, perdite su crediti e avviamenti
di Alessandro Germani
Per gli intermediari finanziari (in primis le banche) e in misura minore le assicurazioni, rinvio di alcune deduzioni. Il rinvio consente di finanziare parte della manovra economica 2025. L’emersione del maggior reddito viene calmierata con una riduzione dell’utilizzo delle perdite fiscali, dall’ordinario 80% al 54% (si veda il Sole 24 Ore del 28 dicembre 2024).
I meccanismi sono piuttosto complessi per cui le tre tabelle in pagina aiutano a ricostruire le varie misure.
La prima riguarda la svalutazione dei crediti verso la clientela (articolo 1 commi 14 e 15), che dal 2015 prevedono un comportamento fiscale che segue il contabile. Sono fatte salve le deduzioni pregresse progressivamente rinviate al futuro e modificate tante volte in base alle esigenze di finanza pubblica. La deduzione del 2024 è confermata al 17%, quella dell’11% per il 2025 viene azzerata e rinviata in quote costanti nei quattro anni successivi; idem la quota del 4,7% per il 2026, azzerata e rinviata in quote costanti nei tre anni successivi. Così si ottiene una deduzione del 2,75% per il 2026, del 6,32% per il 2027 e 2028, del 4,31% per il 2029.
La seconda misura è il differimento delle quote di ammortamento, sia Ires sia Irap, del valore dell’avviamento e delle altre attività immateriali che hanno dato luogo all’iscrizione di attività per imposte anticipate (articolo 1 comma 16). Per il 2024 è confermata la deduzione del 12%, mentre la quota del 13% prevista per il 2025 è azzerata e viene recuperata mediante quattro quote dal 2026 al 2029 (3,25% all’anno), mentre quella del 13% prevista per il 2026 è sempre azzerata ma viene recuperata mediante tre quote dal 2027 al 2029 (4,33% all’anno).
La terza misura riguarda il differimento delle quote di deduzione sui componenti negativi emersi in sede di prima adozione dell’Ifrs 9 per gli intermediari finanziari e le compagnie assicurative, ai fini sia Ires sia Irap (articolo 1 comma 17). Per il 2024 è confermata la deduzione del 10%, mentre quella sempre del 10% prevista per il 2025 è azzerata e recuperata mediante quattro quote dal 2026 al 2029 (2,5% all’anno), mentre quella del 10% prevista per il 2026 è sempre azzerata ma viene recuperata mediante tre quote dal 2027 al 2029 (3,33% all’anno). Così la deduzione diventa del 2,5% per il 2026, del 15,83% per il 2027 e 2028, del 5,83% per il 2029.
Ora l’azzeramento delle deduzioni genera in capo a tali soggetti una maggior base imponibile. È previsto quindi per il solo 2025 che l’utilizzo delle perdite fiscali e delle eccedenze Ace riportate sia limitato al 54% in luogo dell’ordinario 80% (comma 18). La misura è prevista espressamente anche in caso di partecipazione al consolidato nazionale e mondiale.
C’è infine un effetto che riguarda gli acconti, per cui vengono rivisti quelli del periodo d’imposta 2025 e dei quattro successivi e viene vietata la compensazione orizzontale e verticale sia sul 2025 sia sul periodo successivo.
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