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06 Marzo 2025

Poli logistici e marketplace senza obbligo di copertura

di Alessandro Germani


Le imprese si trovano di fronte all’obbligo di coprire alcuni loro asset per via dell’obbligatorietà prevista in tema di polizze catastrofali in presenza di sismi, alluvioni, frane, inondazioni ed esondazioni. Il tutto entro il prossimo 31 marzo, motivo per cui i tempi appaiono stringenti. L’obbligo è stato posto, a livello di requisito oggettivo, in relazione alle poste dello stato patrimoniale coincidenti con le immobilizzazioni materiali, in particolare terreni e fabbricati, impianti e macchinari, attrezzature. Infatti al di là degli altri beni, tale obbligatorietà non si estende nemmeno all’ambito del magazzino (si veda il Sole 24 Ore del 4 marzo). Motivo per cui tanto le imprese industriali quanto quelle commerciali dovranno assicurare gli asset patrimoniali, ragionevolmente più rilevanti sulle prime. Per ciò che riguarda invece il magazzino, questo lo si ritrova nelle realtà produttive che, producendo per la vendita, accumulano delle scorte, sebbene oggi la tendenza sia quella di ridurle il più possibile anche al fine di avere minori oneri da finanziamento del circolante. Il magazzino è invece l’asset preponderante delle imprese commerciali, che acquistano e rivendono merci e prodotti.

In questo panorama è sempre più diffusa l’esigenza di incrementare le vendite da un lato e di efficientare la logistica dall’altro. Si assiste così a fenomeni di vario genere.

Da un lato assistiamo alla presenza sul mercato di cosiddetti marketplace che fungono da vetrine e consentono quindi di pubblicizzare i prodotti che si intende vendere. Il consumatore acquista su un determinato sito che fa da marketplace e che consente di approcciare l’azienda che dispone di un determinato prodotto che si ricerca. L’azienda quindi si occupa della distribuzione del prodotto e della consegna al cliente finale. Va da sé che si tratta di una realtà distributiva (o anche produttiva) che disporrà di scorte di magazzino. In certi casi si sviluppa anche una dinamica per cui il marketplace agisce sul mercato acquistando i prodotti dalle aziende finali per poi rivenderli. In questo caso sarà il marketplace (così come le aziende da cui acquista) su cui bisognerà incentrare i ragionamenti di magazzino in virtù dell’acquisto dei prodotti in funzione della successiva rivendita.

Dall’altro lato si assiste sempre di più in ambito commerciale allo sviluppo di un’attenzione maggiore sulla logistica integrata, finalizzata ad efficientare il trasporto dei beni nell’ottica commerciale, laddove l’azienda venda su un territorio ampio se non addirittura su differenti paesi. A ciò si collega anche l’esigenza di far sì che l’azienda resti concentrata sulle vendite, mentre il processo di logistica viene appaltato a soggetti terzi specializzati in ciò. In tutti questi casi, pertanto, non è inusuale che l’impresa possa avere un magazzino presso i propri locali ma che possa gestire anche delle proprie scorte che sono presso terzi, per facilitare i successivi processi di vendita.

In tutti i casi analizzati si è comunque sempre in presenza di fattispecie di magazzino, sia nell’ambito del ricorso a marketplace che in quello di poli logistici integrati. Come tale, in essi non sussiste un’obbligatorietà delle polizze catastrofali sui beni di magazzino, differenti dalle immobilizzazioni materiali. Va da sé che i fenomeni per cui la copertura assicurativa è stata resa obbligatoria e lo sviluppo sempre maggiore della dinamica commerciale impongono un’attenta riflessione da parte delle aziende sulla necessità di coprire da tali eventi anche il magazzino, sebbene ciò sia al momento solo facoltativo.

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