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05 Marzo 2025

Niente Ace sul capitale iscritto nelle passività finanziarie

di Alessandro Germani


Per una Spac olandese con sede di direzione effettiva in Italia che ha raccolto capitale ma lo ha iscritto fra le passività finanziarie in base allo Ias 32 non si genera un incremento agevolabile grazie all’Ace. Così la risposta a interpello 62/2025 delle Entrate.

Dopo il delisting la società ha adottato i principi olandesi riclassificando gli importi a patrimonio netto. Essa ha comunque considerato le ordinary shares fiscalmente come strumenti assimilati alle azioni indipendentemente dalla classificazione contabile modificatasi nel tempo. L’Agenzia chiarisce che si deve prendere il minore fra la variazione del capitale e il patrimonio netto per evitare di agevolare un patrimonio “figurativo” che prescinde dal dato contabile, dovendosi infatti escludere la riserva per acquisto azioni proprie e quella per operazione di copertura dei flussi finanziari attesi (risoluzione 284/21). Secondo l’Agenzia si deve guardare alla consistenza contabile dell’equity a prescindere dal fatto che fiscalmente i titoli siano assimilati alle azioni. Ciò ha comportato che secondo gli Ias la contabilizzazione è avvenuta fra le passività, per poi riclassificare ad equity secondo i principi olandesi (e sarebbe stato lo stesso secondo i nostri Oic). Quindi nonostante la visione giuridico formale propria dell’Ace (relazione al Dm 2017) per l’Agenzia vale il fatto che la rappresentazione sia stata effettuata fra le passività finanziarie secondo gli Ias/Ifrs. In altre parole stante la differente impostazione fra la prevalenza della sostanza sulla forma propria dei principi internazionali rispetto a quella giuridico formale che sovrintende l’Ace le Entrate danno semaforo rosso appellandosi all’effettività del patrimonio agevolabile, che viene meno con l’iscrizione del debito.

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