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12 Ottobre 2024

Partecipazioni, abusiva la concatenazione di tre operazioni

di Alessandro Germani


È abuso del diritto un’operazione in cui una persona fisica ha conferito due partecipazioni di minoranza qualificata in Beta e poi, con un secondo conferimento di controllo, Beta in Alfa, partecipata anche dalla moglie. La successiva fusione fra Alfa e Beta gli consentirà di detenere le originarie partecipazioni in via indiretta, mediante tre operazioni neutrali la cui concatenazione è abusiva, perché partendo dalla detenzione diretta del 49% il conferimento in società sarebbe stato tassato. È questa la risposta 200 delle Entrate di ieri.

Alfa è detenuta al 52% da Tizio e al 48% dalla moglie Caia. Controlla poi al 100% Beta che detiene il 49% di Gamma e Delta. La fusione servirebbe ad accorciare la catena del controllo e ad efficientare il tutto.

L’Agenzia fa presente che le due operazioni erano state oggetto di due interpelli che avevano dato parere positivo. Ma l’abuso del diritto subentra con la concatenazione. Infatti, con il primo conferimento tizio ha beneficiato della neutralità indotta conferendo il 49% di Gamma e Delta a favore di Beta (articolo 177, comma 2-bis, del Tuir). Col secondo conferimento ha trasferito il 100% di Beta ad Alfa (articolo 177, comma 2), partecipata anche dalla moglie.

Di per sé i due conferimenti neutrali sono legittimi. Ma è l’operazione di fusione finale a rendere il tutto abusivo. Perché se Tizio avesse conferito direttamente in Alfa il 49% di Gamma e Delta, lo avrebbe fatto con un’operazione tassata ex articolo 9, comma 5, del Tuir che avrebbe comportato l’assoggettamento della plusvalenza ad una sostitutiva del 26%. Vi è anche assenza di sostanza economica perché lo stesso risultato lo si sarebbe potuto ottenere con un semplice conferimento, che sarebbe stato appunto tassato.