12 Ottobre 2024
Entrate-Oic al lavoro su rischio fiscale e principi contabili
di Alessandro Germani e Franco Roscini Vitali
Collaborazione tra l’Organismo italiano di contabilità (Oic) e l’agenzia delle Entrate per definire linee guida con le indicazioni per la costruzione e l’aggiornamento di un efficace sistema di rilevazione, misurazione, gestione e controllo del rischio fiscale (Tcf – tax control framework) e per la sua certificazione.
La legge delega di riforma fiscale (111/23) ha ampliato l’ambito applicativo dell’adempimento collaborativo introdotto dal Dlgs 128/15 e rafforzato gli effetti premiali dell’istituto.
Le imprese che intendono aderire al regime dell’adempimento collaborativo hanno l’obbligo di certificazione del sistema di controllo del rischio fiscale, anche per quanto riguarda la sua conformità ai principi contabili: questo al fine di evitare il rischio di operare in violazione di norme di natura tributaria.
In tale ambito assumono un ruolo centrale le misure volte a rafforzare l’efficacia del sistema di rilevazione, misurazione, gestione e controllo interno del rischio fiscale che, come accennato, deve essere certificato anche con riferimento alla conformità ai principi contabili. Il comma 1-quater dell’articolo 4 del Dlgs 128/15, come modificato alla fine del 2023 in quell'ottica di rafforzamento dell’istituto, ha previsto l’emanazione di linee guida per il Tcf e il relativo aggiornamento, demandando il tutto ad un provvedimento del direttore dell’Agenzia che è stato emanato il 10 ottobre.
Tale provvedimento prevede così l’istituzione di un tavolo tecnico con l’Oic, composto dai rappresentanti designati dai due organismi, per assicurare l’aggiornamento continuo e l'integrazione delle citate linee guida.
Il tavolo tecnico dovrà curare, in particolare la redazione di specifiche istruzioni per la mappatura e gestione dei rischi fiscali derivanti dai principi contabili applicati dal contribuente: ovviamente questo comporta l’onere di collegare le disposizioni contenute nei vari principi contabili con le norme tributarie sulle quali gli stessi potrebbero impattare.
Si ricorda che l’adempimento collaborativo è riservato ai contribuenti che conseguono un volume d’affari non inferiore a: 750 milioni di euro a decorrere dal 2024; 500 milioni a decorrere dal 2026; 100 milioni di euro a decorrere dal 2028.
Le altre imprese che non hanno i requisiti dimensionali citati potranno optare volontariamente per il nuovo istituto.
Il sistema di controllo dei rischi fiscali poi deve essere certificato da professionisti indipendenti iscritti all’albo degli avvocati o dei dottori commercialisti ed esperti contabili i cui requisiti dovranno essere individuati da un apposito regolamento oltre che dalle citate linee guida dell'Agenzia delle Entrate.
Alla luce di tutto ciò si possono fare alcune considerazioni. In prima battuta l’obiettivo (condivisibile) di espandere la cooperative compliance su un più vasto numero di imprese richiede meccanismi più immediati. Da qui la necessità di linee guida del Tcf, tanto è vero che nelle motivazioni del provvedimento si fa riferimento a una transizione da un modello “aperto” a uno “certificato” e maggiormente “standardizzato”. È una sintesi fra logica di tipo “tailor made” del Tcf e la necessità che si vada su un'ampia diffusione dell’istituto mediante una sua standardizzazione, almeno come principi.
L'altro aspetto evidenzia uno dei capisaldi della riforma che è il rafforzamento del principio di derivazione rafforzata e l’abbandono, il più possibile, di situazioni di divaricazione fra contabile e fiscale. Di qui l’enfasi posta sul connubio fra principi contabili e variabile fiscale, per cui ben venga la logica del tavolo tecnico.
Il terzo aspetto che si vuole evidenziare suggerisce qualche cautela. Infatti, non c’è dubbio che le società in cooperative sono e saranno tutte ampiamente revisionate, per cui la certificazione del professionista potrebbe in qualche modo non collimare con quella dei revisori.
Date le forti responsabilità previste, è opportuna una riflessione per far collimare il tutto.
© RIPRODUZIONE RISERVATA