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08 Maggio 2019

Risorse per fare impresa, requisiti più flessibili

di Alessandro Germani



L'articolo 29 del decreto crescita (Dl 34/2019) contiene una serie di agevolazioni per le imprese, che riguardano in particolare le nuove imprese a tasso zero, l'ambito del cosiddetto «Smart & start Italia» e la digital transformation. Vediamone in dettaglio la portata.
Per ciò che concerne il primo ambito l'obiettivo della norma è quello di rivedere integralmente la misura dell'autoimprenditorialità a prevalente partecipazione giovanile e femminile (titolo I, capo I, del decreto legislativo 185/2000) per renderla maggiormente attrattiva ed eliminare alcuni fattori di rigidità. Uno dei principali problemi riscontrati infatti è quello dei requisiti d'accesso troppo restrittivi, il che ha portato ad un basso numero di domande. In questo senso, quindi, potranno presentare la domanda le imprese costituite da non più di 60 mesi dalla data di presentazione, rispetto al vigente limite di 12 mesi. Viene poi previsto:

  • l'aumento della percentuale di copertura delle spese ammissibili, innalzandola al 90% del totale, per le imprese che siano costituite da almeno 36 mesi e da non più di 60 mesi;
  • la durata del mutuo agevolato viene portata da otto a 10 anni;
  • inoltre l'importo massimo delle spese ammissibili viene innalzato a 3 milioni di euro per le imprese costituite da almeno 36 mesi e da non oltre 60 mesi. Alcune disposizioni sono infine demandate a un decreto Mise di concerto con il Mef.
Circa il secondo ambito viene autorizzato il Mise a provvedere con decreto alla revisione della disciplina dettata per gli interventi per le aree di crisi industriale agevolati in base alla legge 181/89 e a quella relativa alla misura «Smart&start Italia» destinata alle start-up innovative di cui al decreto Mise del 24 settembre 2014. Anche qui l'obiettivo è quello di incentivare un maggior utilizzo delle misure agevolative alleggerendone e semplificandone le procedure. Per ciò che concerne gli interventi della legge 181/89 si prevede di centrare l'obiettivo attraverso un maggior coinvolgimento degli enti territoriali e dei sistemi locali del credito. Per quanto riguarda, invece, lo «Smart&start Italia» ci si concentrerà sull'effettiva validità dei progetti limitando gli oneri amministrativi. In tal senso verranno ampliati i costi ammissibili includendo i costi del personale interno per attività di progettazione e sviluppo svolte internamente e verrà prevista una percentuale accessoria di costi di gestione, non soggetti a rendicontazione analitica, per soddisfare il fabbisogno di circolante delle start-up.
Infine la digital transformation prende atto dell'importanza della trasformazione tecnologica e digitale per le nostre imprese, attraverso una stretta collaborazione fra persone e unità robotiche, fra strumenti tangibili e ambienti virtuali.
La norma è finalizzata a favorire la trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi delle imprese, di micro, piccola e media dimensione in coerenza con il piano «Impresa 4.0». Le agevolazioni finanziarie previste dalla norma sono concesse nella misura massima del 50% dei costi ammissibili su una spesa, sostenuta per la realizzazione di tale progetto, di un importo almeno pari a 200mila euro, per imprese che in base all'ultimo bilancio abbiano conseguito almeno 500mila di ricavi. Le agevolazioni saranno concesse nella forma del contributo in conto impianti e del finanziamento agevolato.

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