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08 Maggio 2019

Interessi scontati alle Pmi che rafforzano il capitale

di Alessandro Germani


Ricorrendo allo schema collaudato della nuova Sabatini, alle imprese costituite in forma societaria sono riconosciuti dei contributi per la loro ricapitalizzazione operata dai soci finalizzati a un programma di investimenti. I contributi previsti dall'articolo 21 del decreto crescita sono una risposta al sistema finanziario bancocentrico e al fatto che le Pmi, anche causa le difficoltà da parte delle banche ad erogare crediti, presentano una situazione finanziaria sbilanciata sul debito e non effettuano investimenti produttivi.
Le imprese beneficiarie dei contributi in base all'articolo 2, comma 5, del Dl 69/2013 sono le micro, piccole e medie imprese, costituite in forma societaria, a fronte dell'impegno dei soci a sottoscrivere un aumento di capitale sociale, da versare in più quote, in corrispondenza delle scadenze del piano di ammortamento del finanziamento. I contributi sono rapportati agli interessi calcolati, in via convenzionale, sul finanziamento a un tasso annuo del:

  • 5%, per le micro e piccole imprese
  • 3,575%, per le medie imprese.

Per la copertura finanziaria di questo intervento sono previsti 10 milioni di euro per l'anno 2019, 15 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2020 al 2023 e 10 milioni di euro per l'anno 2024. Con decreto del Mise, di concerto con il Mef sono stabiliti:

  • i requisiti e le condizioni di accesso al contributo di cui al comma 3;
  • le caratteristiche del programma di investimento;
  • le modalità e i termini per l'esecuzione del piano di capitalizzazione dell'impresa beneficiaria da parte dei soci della medesima;
  • nonché le cause e le modalità di revoca del contributo nel caso di mancato rispetto degli impegni assunti, ivi incluso la realizzazione del predetto piano di capitalizzazione.

In base alla relazione illustrativa si tratta di un particolare e innovativo meccanismo di finanziamento, in grado di innescare un graduale e stabile rafforzamento della struttura patrimoniale delle imprese, attuato ricorrendo allo schema della nuova Sabatini mediante un contributo, in misura più elevata rispetto a quella standard ordinariamente riconosciuta, per sostenere processi di ricapitalizzazione dell'impresa da parte dei soci.

Incentivi R&S nell'articolo 26
In base all'articolo 26 del decreto crescita sono poi previste agevolazioni a sostegno di progetti di ricerca e sviluppo per la riconversione dei processi produttivi nell'ambito dell'economia circolare, da adottare con un decreto del Mise. Ciò risponde all'obiettivo di passare da un'economia lineare a un modello circolare che sia meno impattante per l'ambiente e di agevolare i relativi investimenti necessari.
Le imprese e i centri di ricerca beneficiari devono:

  • essere iscritti nel registro delle imprese ed in regola con gli adempimenti del Rea;
  • operare in via prevalente nel settore manifatturiero ovvero in quello dei servizi diretti alle imprese manifatturiere;
  • aver approvato e depositato almeno due bilanci;
  • non essere sottoposti a procedura concorsuale e non trovarsi in stato di fallimento, di liquidazione anche volontaria, di amministrazione controllata, di concordato preventivo o in qualsiasi altra situazione equivalente secondo la normativa vigente .

La presentazione del progetto può avvenire anche in forma congiunta, facendo ricorso al contratto di rete, al consorzio o al partenariato. I progetti di ricerca e sviluppo devono essere realizzati nell'ambito di una o più unità locali ubicate nel territorio nazionale, prevedere spese e costi ammissibili ricompresi fra 500mila e 2 milioni di euro, avere una durata ricompresa fra 12 e 36 mesi, prevedere attività di ricerca e sviluppo finalizzate alla riconversione produttiva tramite l'utilizzo di tecnologie abilitanti fondamentali (Ket, ossia key enabling technologies). Le agevolazioni sono concesse secondo le seguenti modalità:

  • finanziamento agevolato per una quota nominale delle spese e dei costi ammissibili pari al 50%, per il quale le risorse stanziate sono 100 milioni di euro; 
  • contributo diretto alla spesa fino al 20% delle spese e dei costi ammissibili, per il quale le risorse stanziate sono pari a 40 milioni di euro. La relazione illustrativa chiarisce che la portata dell'agevolazione è volutamente ampia, posto che i soggetti proponenti possono essere imprese di qualsiasi dimensione che esercitano attività industriali, agroindustriali, artigiane, di servizi all'industria (attività all'articolo 2195 del Codice civile, numeri 1, 3 e 5), nonché centri di ricerca. Possono essere co-proponenti di progetti congiunti (fino a tre soggetti) anche gli organismi di ricerca.

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