Precedente Successiva

07 Luglio 2021

Fuori dal Codice redazione a ostacoli

di Alessandro Germani


L'obbligo di inserire le erogazioni pubbliche nella nota integrativa impone alcune considerazioni legate alla redazione dei bilanci. Preliminarmente, c'è da chiedersi quale utilità abbiano le informazioni in questione, molte già in possesso dell'amministrazione finanziaria. Ma la cosa più fastidiosa è la modalità utilizzata dal legislatore, che interviene sul contenuto del bilancio con leggi fuori dal Codice civile.
Si deve considerare che la redazione della nota integrativa, in base alle norme del Codice civile, è un compito non facile perché, oltre all'articolo 2427 che ne detta il contenuto, si devono conoscere ulteriori disposizioni: per esempio, gli articoli 2423-bis, comma 2 e 2426 n. 2 e n. 10 che fanno riferimento alla nota integrativa.
Il principio contabile Oic 12 precisa che la rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, finanziaria e del risultato economico non dipende solo dalla determinazione degli ammontari presentati negli schemi dello stato patrimoniale, del conto economico e del rendiconto finanziario: dipende anche da una puntuale informativa avente funzione esplicativa e integrativa dei suddetti valori. La nota deve fornire:

  • un commento esplicativo dei dati nello stato patrimoniale e nel conto economico, che sono sintetici e quantitativi, e un commento delle variazioni rilevanti intervenute nelle voci tra un esercizio e l'altro (funzione esplicativa);
  • evidenza delle informazioni di carattere qualitativo che non possono essere fornite dagli schemi di stato patrimoniale e conto economico; la nota integrativa contiene, in forma descrittiva, informazioni ulteriori rispetto a quelle fornite dagli schemi di bilancio (funzione integrativa).

La conseguenza delle ulteriori informazioni da includere nella nota integrativa, richieste da norme non contenute nel codice civile, rende più difficile l'interpretazione dei dati, con soddisfazione di chi vuole celare qualcosa. Un esempio è costituito dai bilanci bancari, nei quali la nota integrativa include anche le informazioni di vigilanza con esposizione qualitativamente e quantitativamente differente del patrimonio di vigilanza rispetto a quello contabile. Questi bilanci sono sempre più difficili da leggere, anche per gli addetti ai lavori.
È opportuno rammentare che scopo primario del bilancio è la rappresentazione veritiera e corretta della situazione dell'impresa che include, in prima battuta, le valutazioni. In particolare sono i criteri di valutazione che devono formare oggetto di attenzione e illustrazione nella nota integrativa: interessa meno sapere che Alfa (Pmi) ha fatto un'erogazione all'associazione X se poi non ha operato correttamente le valutazioni e magari entra in crisi, licenziando i dipendenti.

 

RIPRODUZIONE RISERVATA