08 Luglio 2021
L'usufrutto attribuito al coniuge non sconta l'imposta di donazione
di Alessandro Germani
È lecita la scissione parziale proporzionale finalizzata a trasferire gli immobili nella beneficiaria in modo tale da consentirle di onorare gli impegni finanziari. La rimodulazione dell'usufrutto sul capitale della beneficiaria in base al concambio fra le società non va assoggettata a imposta sulle donazioni. È questa la sintesi della risposta a interpello 459/2021 delle Entrate.
Alfa commercializza componentistica meccanica ed è partecipata da tre figli come nudi proprietari, con usufrutto al papà (10%) e alla mamma (90%). Beta è un'immobiliare di famiglia sempre con i tre figli come nudi proprietari e solo il papà come usufruttuario (al 100%). Beta non riesce con gli attuali affitti a far fronte ai mutui contratti, motivo per cui è stata prospettata una scissione parziale proporzionale volta a:
- trasferire tutti gli immobili di Alfa in Beta;
- concentrandosi Alfa nel suo core business;
- riuscendo Beta mediante gli affitti dei vari immobili a far fronte alle rate dei mutui;
- concedendo Beta in locazione ad Alfa l'immobile in cui quest'ultima svolge l'attività.
Alla mamma verrà poi assegnata una quota del diritto di usufrutto sul capitale della beneficiaria e ciò non rileva ai fini dell'imposta sulle successioni e donazioni. Tale assegnazione, infatti, non va vista autonomamente, ma nell'ambito della complessiva riorganizzazione e della necessità di assicurare la correttezza del concambio. Infatti moglie e marito, che hanno l'usufrutto su Alfa, vedranno il valore economico di tale diritto ridursi a motivo del fatto che gli asset di Alfa sono trasferiti a Beta mediante la scissione.
Parallelamente, quindi, si incrementerà il valore economico della beneficiaria e i coniugi avranno diritto di ottenere una compensazione nella beneficiaria. Ciò avverrà attribuendo alla moglie un diritto di usufrutto sulle quote di Beta (che prima non aveva) sulla base del rapporto di cambio basato sul valore effettivo di Beta al 31 dicembre 2020. Non c'è alcun arricchimento ma ciò è una conseguenza fisiologica della scissione.
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