29 Gennaio 2025
Glossario minimo del fisco globale: dal progetto Beps alle regole Globe
di Alessandro Germani
Negli ultimi 15 anni sono stati introdotti vari termini. sigle e neologismi nella fiscalità internazionale. Partendo dall’Ocse, che ne è la fucina, ecco a seguire un glossario minimo.
OCSE
L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico ha un ruolo di assemblea consultiva che consente il confronto delle esperienze politiche, per la risoluzione dei problemi comuni, l’identificazione di pratiche commerciali e il coordinamento delle politiche locali e internazionali dei Paesi membri. Attualmente conta 36 paesi membri fra cui gli Stati Uniti. Si occupa anche di tematiche di fiscalità internazionale quali le convenzioni contro le doppie imposizioni, le linee guida sul transfer pricing, il contrasto all’evasione e all’elusione fiscale, l’introduzione della tassazione minima effettiva delle imprese multinazionali a livello globale.
BEPS
Il progetto Beps (Base erosion and profit shifting) è stato introdotto a livello Ocse nel 2015 con l’obiettivo di esaminare le problematiche dell’evasione fiscale internazionale delle multinazionali. Esso si inserisce nell’ambito delle azioni per contrastare le politiche di pianificazione fiscale aggressiva e per evitare lo spostamento di base imponibile dai Paesi ad alta fiscalità verso altri con pressione fiscale bassa o nulla da parte delle imprese multinazionali, puntando a stabilire regole uniche e trasparenti condivise a livello internazionale. Nell’ottobre 2021, il cosiddetto Inclusive Framework dell’Ocse/G20 sul progetto Beps ha concordato un approccio a due pilastri per affrontare le sfide derivanti dalla tassazione dell’economia digitale.
PILLAR ONE
Il primo pilastro guarda all’allocazione degli utili e al concetto di nexus. Esso parte dal presupposto che la tassazione non avviene più necessariamente per via della “presenza fisica” a seguito dello sviluppo delle attività digitali. Pertanto la tassazione viene fissata a livello delle cosiddette market jurisdiction, ovvero quelle giurisdizioni in cui sorgono le attività commerciali (luoghi di commercializzazione, luoghi di presenza degli utenti) e sono originati i conseguenti profitti.
A questo punto si innestano le web tax sviluppate localmente (ad esempio, in Italia) con la previsione, tuttavia, che al completamento del Pillar one le stesse dovranno essere abrogate.
PILLAR TWO
Il secondo pilastro è la gamba del progetto Beps più sviluppata e che prevede l’introduzione di una aliquota fiscale minima globale del 15 per cento.
L’obiettivo è di ridurre l’incentivo per le imprese multinazionali a operare in giurisdizioni a bassa o nulla fiscalità, ponendo un limite alla concorrenza fiscale tra Stati e favorendo la sostenibilità dell’imposta sul reddito delle società come principale fonte di entrate pubbliche. Si sostanzia nelle regole Globe e nella Global Minimum Tax.
GLOBE RULES E GLOBAL MINIMUM TAX (GMT)
Si tratta delle regole introdotte in base alla direttiva 2022/2523/Ue sull’imposizione minima globale dei gruppi multinazionali, recepita in vari Paesi fra cui l’Italia (DLgs 209/23) per assicurare un livello minimo di imposizione del 15% in ciascuno dei Paesi in cui tali gruppi operano.
Si tratta di un meccanismo di prelievo a tre livelli:
- imposizione integrativa da parte del Paese in cui le imprese del gruppo multinazionale scontano una bassa imposizione se tale Paese ha scelto di introdurre un’imposta minima nazionale qualificata (Qdmtt)
- imposizione integrativa da parte del Paese di localizzazione della partecipante diretta o indiretta, tenendo conto di quanto eventualmente prelevato attraverso un’imposta minima nazionale (Iir)
- imposizione integrativa (Utpr) da parte dei Paesi che adottano le regole Globe, in cui il gruppo multinazionale è presente con altre imprese, nelle ipotesi in cui l’imposizione integrativa dovuta in relazione alle imprese del gruppo soggette a bassa imposizione non è stata prelevata o lo è stata solo in parte.
IMPOSTA SUI SERVIZI DIGITALI
Nell’attesa del completamento del Pillar one molti Stati hanno introdotto questa misura, tendente a colpire i ricavi delle imprese digitali. In Italia la misura è stata introdotta originariamente con la legge 145/2018 nella misura del 3% sull’ammontare dei ricavi tassabili derivanti dai servizi digitali.
PRESIDENTIAL ACTIONS 20.1.2025
Con il memorandum del20 gennaio l’amministrazione Trum comunica all’Ocse il ritiro degli Stati Uniti dal Global Tax Deal in quanto esso limiterebbe la sovranità fiscale degli Stati Uniti (imprese e lavoratori americani) e comporterebbe un rischio di discriminazione fiscale in quanto l’accordo potrebbe introdurre delle pratiche fiscali discriminatorie di Paesi esteri verso le realtà americane che non si conformano.
FUTURO DELLE REGOLE GLOBE
Senza l’adesione degli Stati Uniti il meccanismo di tassazione globale su base minima del 15% viene messo fortemente in discussione. Gli Stati Uniti ne fanno una questione di interesse nazionale a non essere penalizzati.
È pur vero che l’introduzione di una Global minimum tax dovrebbe assicurare un contrasto più efficace a pratiche elusive ed evasive, volte a concentrare il gettito in Paesi con livelli di tassazione assai bassa.
Occorrerà pertanto vedere come gli Stati Uniti valuteranno i due aspetti, quelli che li vedono penalizzati dalle regole Globe e il fatto che una concorrenza fiscale sleale a favore di paradisi fiscali può nuocere anche agli stessi Stati Uniti.
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