Precedente Successiva

20 Giugno 2024

Eliminazione esistenze iniziali più cara per l’Iva

di Alessandro Germani e Franco Roscini Vitali


La regolarizzazione del magazzino prevista con l’ultima legge di Bilancio trova spazio anche nei modelli dichiarativi. In particolare, per le società è prevista all’interno del quadro RQ la sezione XXVII riguarda propriamente l’imposta sull’adeguamento delle esistenze iniziali di beni.

La compilazione del quadro differisce a seconda che si operi per una eliminazione di valori iniziali piuttosto che per una loro iscrizione.

Ricordiamo che, nel caso di eliminazione dalle esistenze iniziali di quantità o valori superiori a quelli effettivi, è possibile operare su ambedue le fattispecie (quantità o valori). Se si eliminano delle esistenze iniziali il presupposto dovrebbe essere quello di vendite in nero per cui il magazzino non è stato correttamente scaricato. Questo è il motivo per cui, accanto all’imposta sostitutiva del 18% ai fini Ires e Irap, troverà spazio anche l’Iva, nell’assunto che le vendite non abbiano determinato il suo versamento. In questo caso, pertanto, il conto della sanatoria risulterà più elevato.

Discorso differente per la casistica di iscrizione delle esistenze iniziali. Qui si richiede l’iscrizione di maggiori quantità di beni che erano fisicamente presenti alla fine del periodo d’imposta precedente a quello in cui si effettua la regolarizzazione (sono, in genere, rimanenze di merce non iscritte tra le rimanenze finali del 2022). Si opera quindi solo per quantità (e non per valori), nel presupposto che siano stati effettuati acquisti in nero. In questo caso, quindi, andrà corrisposta la sola imposta sostitutiva, non anche l’Iva.

Eliminazione iniziale

Immaginiamo di eliminare esistenze iniziali. In questo caso trova spazio anche la componente Iva, da riportare nel rigo RQ 110. In colonna 1 figurerà l’ammontare ottenuto moltiplicando il valore eliminato per il coefficiente di maggiorazione stabilito, per le diverse attività, con decreto dirigenziale; in colonna 2, l’aliquota media dell’Iva riferibile all’anno 2023; la colonna 3 accoglierà l’imposta (prodotto delle prime due colonne).

La parte dei redditi trova invece spazio nel rigo RQ 111: in colonna 1, l’ammontare ottenuto moltiplicando il valore eliminato per il coefficiente di maggiorazione stabilito, per le diverse attività, con apposito decreto dirigenziale; in colonna 2, il valore eliminato delle esistenze iniziali; in colonna 3, l’ammontare pari alla differenza tra la colonna 1 e la colonna 2; in colonna 4, l’imposta dovuta, pari al 18% applicato all’importo di colonna 3.

Iscrizione iniziale

Nel rigo RQ112 va indicato: in colonna 1, il valore iscritto delle esistenze iniziali in precedenza omesse; in colonna 2, l’importo dell’imposta dovuta, pari al 18% dell’importo di colonna 1.

© RIPRODUZIONE RISERVATA