26 Febbraio 2025
Costi della branch e ricavi da riaddebito non fanno disallineamento da ibridi
di Alessandro Germani
I costi di una branch estera e i ricavi da riaddebito alla casa madre non rilevano all’estero in quanto gestiti patrimonialmente, non determinando ciò l’insorgere di un disallineamento da ibridi in quanto il disallineamento è attribuibile alle conseguenze fiscali di una scelta contabile. È questa la risposta n. 47 diramata il 25 febbraio dalle Entrate.
Il Gruppo Alfa opera in ambito assicurativo sia in Italia che all’estero mediante alcune branch. Alfa come capogruppo ha esercitato l’opzione per il regime della branch exempton (Bex) ex articolo 168-ter del Tuir per tutte le sue stabili organizzazioni compresa quella di Hong Kong (HK branch). Tale branch svolge sia attività assicurative nel ramo danni sia attività regionali (Alfa Regional Office – Aro) di pianificazione e controllo per l’head office. Di fatto le due divisioni sono a sé stanti, svolgendo due differenti attività attraverso personale ad hoc, senza commistioni. La componente assicurativa concorre al rendiconto della HK branch, mentre i costi Aro non sono dedotti in Hong Kong né è previsto un ricavo da internal dealing verso la casa madre. Secondo un’analisi fattuale/funzionale svolta secondo l’Aoa (approccio autorizzato Ocse) l’attività di ARO è a beneficio dell’head office per il controllo della regione. Non essendo stato individuato alcun internal dealing, non ci sono ricavi tassati per la HK branch che avrebbero comportato in Italia una variazione in diminuzione ai fini Bex. Si genererebbe quindi un fenomeno di doppia non deduzione perché i costi Aro non sono dedotti ad Hong Kong ma nemmeno in Italia dalla casa madre in quanto considerati di competenza di HK Branch per via dell’Aoa. Quindi l’istante vorrebbe valorizzare in Italia il costo derivante dall’internal dealing operato fra la branch e la casa madre ma teme che ciò possa generare un disallineamento da ibridi per via di una doppia deduzione. Le Entrate nella risposta ricordano che la disciplina del disallineamento da ibridi è contenuta nel Dlgs 142/2018 (decreto Atad) ed è stata chiarita dalla circolare 2/E/22. Essa riguarda casi di trattamento fiscale asimmetrico fra due o più sistemi fiscali che comporti fenomeni di deduzione senza inclusione o di doppia deduzione. Tuttavia viene fatto notare che la circostanza per cui gli Aro e gli internal dealing non sono dedotti e tassati a Hong Kong dipendono da un’impostazione contabile della branch locale e non da un conflitto di interpretazione di norme convenzionali o locali relative all’attribuzione di utili e perdite alla stabile organizzazione. Infatti tali ricavi e costi sono gestiti solo patrimonialmente il che comporta che non siano imponibili e deducibili in Hong Kong. Per la società ciò dipenderebbe da ragioni di gestione amministrativa e l’approccio patrimoniale porterebbe a risultati analoghi rispetto a quello reddituale in assenza di margine.
Ciò tuttavia secondo le Entrate non integra la causa che determina l’insorgere di un disallineamento da ibridi (causa ibrida). Per cui non si applica l’articolo 6 del Dlgs 142/2018. Infatti le Entrate dovrebbero entrare nel merito dell’Aoa, della congruità dell’internal dealing e dei costi Aro come deduzione in capo alla casa madre ma ciò esula dalla risposta ad interpello trattandosi di circostanze fattuali. Non si applica nemmeno il punto 12.1 del provvedimento Bex 165138 del 2017 in quanto il disallineamento non è attribuibile ad un conflitto in relazione alla configurabilità (dal punto di vista italiano) di una stabile organizzazione in Hong Kong che non è considerata tale localmente, ma alle conseguenze fiscali di una scelta contabile adottata dalla HK Branch.
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