18 Settembre 2025
Natura finanziaria sempre decisiva
di Alessandro Germani
In assenza dei requisiti previsti dalla legge che consentono di qualificare il reddito da carried interest di tipo finanziario, entrano in gioco differenti valutazioni per stabilire la sua natura, finanziaria o di lavoro dipendente. È la stessa circolare 25/E/2017 ad aver fornito tali elementi di valutazione. Da un lato, quindi, bisognerà vedere quale sia l’investimento richiesto al team a livello di ammontare, se confrontato con l’investimento complessivo del fondo.
Accanto a tale dimensione gioca un ruolo rilevante il fatto che l’investimento comporti la potenziale perdita del capitale, mentre clausole di restituzione in caso di scenari negativi fanno propendere per un inquadramento da dipendente e non da azionista.
Altro aspetto sono le clausole di leavership (bad e good) in caso di uscita. Infatti se al manager è consentito di detenere le azioni del fondo oltre la propria uscita, ciò fa propendere per la natura finanziaria dell’investimento, mentre l’obbligo di vendita è sintomatico di una partecipazione collegata all’attività lavorativa svolta. Fondamentale è poi il livello di mercato del package del manager, perché in alternativa si potrà pensare che il carried interest assuma la natura di retribuzione variabile.
Ulteriore elemento che può giocare a favore della natura finanziaria dell’investimento è il fatto che i titoli provvisti di strumenti con diritti patrimoniali rafforzati possano essere detenuti anche da altre categorie di investitori oltre al team di gestione. In tutti questi casi è la stessa Agenzia che rammenta la possibilità di presentare istanza di interpello. Infatti sono copiose le risposte che riguardano tali tematiche legate al carried interest e che aiutano ad interpretare il giudizio che le Entrate tendono a dare di questi fenomeni e dei vari elementi in gioco.
Limitandoci alle sole risposte del 2025, con la risposta 45 del 24 febbraio 2025 è stato affermato che le azioni con diritti patrimoniali rafforzati che non garantiscono un rendimento minimo per gli investitori (hurdle rate) sono riconducibili a reddito di lavoro e non finanziario. La successiva risposta n. 95 del 10 aprile 2025 ribadisce questo principio disconoscendo la natura finanziaria nei casi in cui l’hurdle rate sia solo di tipo “sintetico”, ovvero senza che il rendimento garantito venga distribuito agli investitori, attraverso forme implicite che agevolano solo il management senza effettivi eventi di liquidità. Infine la risposta 100/2025 in relazione al requisito dell’1% come investimento minimo conferma che si può guardare al singolo comparto di una Sicaf.
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