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25 Luglio 2026

Tcf, serve più tempo per la certificazione

di Alessandro Germani e Federica Micardi


La scadenza per la certificazione del tax control framework (Tfc) per i soggetti che hanno trasmesso la domanda di ammissione al regime di adempimento collaborativo nel 2024 e nel 2025 dovrebbe essere prorogata a fine anno rispetto alla scadenza prevista per il 30 settembre 2026.

È questa la richiesta avanzata ieri dal Consiglio nazionale dei commercialisti, allo scopo di concedere un maggior termine che dovrebbe consentire ai professionisti di predisporre la certificazione in modo più accurato e coerente con le finalità della riforma. Ma vediamone ratio e risvolti.

La certificazione del Tcf è il cuore del nuovo approccio dell’adempimento collaborativo, che inverte l’onere dei controlli circa la validità del sistema, in precedenza attribuiti all’agenzia delle Entrate in fase di filing, ora spostati invece sul certificatore a seguito della previsione di Tcf maggiormente standardizzati.

Ci sono aziende entrate nel regime dalla prima ora o comunque in passato, secondo il regime previsto prima delle modifiche introdotte dai decreti emanati a seguito della legge delega di riforma del sistema fiscale. Ci sono poi imprese che sono entrate dopo la data spartiacque del 18 gennaio 2024 (data di entrata in vigore del Dlgs 221/2023).

Per le realtà il cui ingresso è stato validato a suo tempo dalla stessa agenzia delle Entrate, si pone la tematica di verificare che i controlli operino nel continuo. Così il Dm 21 novembre 2024 prevede che tali soggetti siano tenuti ad attestare l’efficacia operativa del sistema integrato di rilevazione, misurazione, gestione e controllo del rischio fiscale adottato. Quindi, entro la fine del secondo anno d’imposta successivo all’entrata in vigore del decreto 221/23 (la prossima scadenza è il 31 dicembre 2026) e, successivamente, con cadenza almeno triennale, va acquisita la certificazione che attesti che i controlli implementati abbiano operato in maniera continuativa e siano stati effettivamente svolti in maniera corretta. Si pone, cioè, una tematica di test of effectiveness (Toe) atta a dimostrare che i controlli nel continuo funzionino correttamente.

Differente è la situazione di quei contribuenti che hanno fatto il proprio ingresso nel 2024 e nel 2025. Per questi, infatti, l’articolo 14 del Dlgs 192/25 ha previsto che l’Agenzia li ammetta, purché provvisti dei requisiti soggettivi e oggettivi richiesti dalla norma, anche in assenza della certificazione, che dovrà essere prodotta entro il termine del 30 settembre 2026. Trattandosi della certificazione relativa all’ingresso nel regime, in questo caso si tratta di una valutazione di adeguatezza a livello di test of design (Tod) sia sul company level (quadro più generale) sia sull’activity level (più specifico). Non c’è dubbio che si tratti di una serie di verifiche non banali, soprattutto per quanto concerne la logica e la capillarità della matrice dei rischi. Di qui la richiesta del maggior termine avanzata ieri dai commercialisti. Una richiesta che potrebbe essere accolta dato che non comporta costi a carico dello Stato e che allineerebbe la scadenza della certificazione del tax control framework con la verifica che i controlli implementati abbiano operato in maniera continuativa.

Sul sito dell’agenzia delle Entrate è disponibile l’elenco dei professionisti (commercialisti e avvocati) abilitati all’attività di certificazione del sistema di rilevazione, misurazione, gestione e controllo del rischio fiscale (Tcf). Attualmente nell’elenco certificatori sono presenti 156 commercialisti e 57 avvocati. Tra i 213 iscritti, 191 erano esonerati dall’obbligo formativo per aver beneficiato dei vari esoneri dalla formazione e dai conseguenti test. Questo numero è destinato a crescere dato che molti professionisti stanno completando il percorso di formazione che si concluderà con il superamento del test finale. I commercialisti hanno già svolto quattro sessioni di valutazione tra giugno e luglio, le prossime due si svolgeranno il 5 agosto e il 18 settembre. La verifica per i 220 avvocati che hanno seguito il corso di formazione si svolgerà, invece, a settembre.

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