23 Aprile 2025
Private equity, i dati del bilancio tirano la volata agli investimenti
di Alessandro Germani
Anche nel 2024 il private equity si è dimostrato una fonte di investimento nelle imprese italiane che gode di ottima salute e crescita. Per l’impresa è una forma di finanziamento di tipo «private», rispetto a quella borsistica che è di tipo «public».
Alternativa a banca e Borsa
Non è infrequente che un’impresa, che parte con un progetto di quotazione in Borsa, decida poi di optare per l’ingresso alternativo da parte di un fondo di private equity. Si tratta di una forma di finanziamento che si caratterizza per il ricorso sia a equity che al debito, mediante la leva finanziaria utilizzata per le acquisizioni. Ed è alternativo non solo rispetto alla Borsa ma anche rispetto alla banca. Quello che è importante comprendere è che si tratta di molteplici opzioni al servizio dell’imprenditore per finanziare la propria crescita, per cui non esiste a priori una soluzione migliore delle altre. Infatti il private equity può supportare la crescita aziendale più da vicino rispetto al partner bancario, che risulta meno invasivo. Il private equity indirizza sia la strategia aziendale sia quella finanziaria, accompagnando l’imprenditore. La Borsa comporta generalmente degli obblighi informativi più pressanti rispetto a un fondo. Ma sono situazioni che possono convivere e alternarsi, perché il private equity utilizza sempre il credito bancario e perché la sua exit può essere data da una quotazione, a meno che non si ceda l’azienda ad un altro fondo (secondary buy out) o a un’altra realtà industriale.
Interventi di maggioranza e minoranza
Altro elemento distintivo fondamentale è la tipologia di intervento. Quello di maggioranza mira al controllo della società, anche se non è infrequente che i vecchi imprenditori vengano mantenuti a bordo, eventualmente mediante un reinvestimento che comunque comporta un allineamento di interessi fra tutti gli attori finalizzato a compiere un tragitto assieme nell’ottica di una futura exit. In questo caso il fondo è saldamente presente in Cda nonché nell’organo di controllo in modo tale da poter garantire la propria impronta alla strategia. Ma non è infrequente anche un intervento di minoranza che accompagni l’impresa per un tratto di strada, generalmente nell’ottica dello sviluppo su altri mercati. Generalmente, infatti, la crescita avviene per linee esterne, mediante acquisizioni, e l’innesto di equity da parte del fondo consente di raccogliere poi anche il debito bancario. Spesso il fondo parte da un’azienda target e ne determina la crescita mediante acquisizioni successive («add on») che valorizzano ulteriormente l’investimento in termini di Ebitda e di multiplo di uscita.
Ebitda e cash flow
Occorre considerare gli indicatori che generalmente i fondi guardano per decidere il proprio ingresso in una target. Si guarda in generale alla redditività di un certo settore data dall’Ebitda margin, commisurato ai ricavi. In questo modo si individuano i settori di interesse e, all’interno degli stessi, le aziende che da un punto di vista di performance sono in grado di eccellere.
L’Ebitda è un indicatore che determina la redditività aziendale prima degli ammortamenti e degli accantonamenti, nonché dell’area finanziaria e delle imposte. Costituisce una buona approssimazione del flusso di cassa, anche se poi il fondo guarda con estrema attenzione alle caratteristiche finanziarie dell’impresa. In ciò, infatti, la redazione del rendiconto finanziario è di primaria importanza (si veda «Il Sole 24 Ore» del 9 aprile 2025). L’Ebitda consente di inquadrare l’economicità della gestione aziendale, ma è poi importante anche la variabile della liquidità. Se infatti l’azienda necessita di forti investimenti (capex) ciò comporta un rilevante assorbimento di liquidità. Al tempo stesso l’incremento del fatturato tende a comportare una dilatazione del circolante netto, ed è fondamentale comprendere come avvenga la politica degli incassi, che va tenuta sotto controllo. Fra liquidità operativa, capex e finanziamento (di mezzi propri e di terzi) si compone il mix della variabile finanziaria dell’impresa. Perché partendo da un certo Ebitda è importante comprendere quanto di esso si trasformi poi in flusso di cassa. L’attenzione dell’impresa ai numeri economico finanziari è fondamentale se si intende attrarre un fondo di private equity.
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