25 Febbraio 2025
Niente agevolazioni senza priorità di rimborso e rendimento garantito
di Alessandro Germani
Le azioni dotate di diritti patrimoniali rafforzati che non garantiscono la condizione dell’hurdle rate ovvero la priorità del rimborso del capitale e di un rendimento minimo garantito a favore degli altri partecipanti non beneficiano della tassazione del 26% come rendite finanziarie. Così la risposta delle Entrate n. 45 di ieri.
Il capitale di una holding industriale di un gruppo è posseduto da una società lussemburghese con azioni (A) con diritto di voto singolo e da un fondo chiuso che possiede azioni (B) con diritto di voto multiplo. Ci sono poi azioni C detenute da una società italiana prive di diritto di voto e azioni M spettanti ai manager sempre prive del voto. Le distribuzioni a favore dei soci prevedono una waterfall per cui le azioni B, C e M hanno diritto al rimborso di 11,5 milioni di euro assieme ad un hurdle rate del 9,5%. Poi un successivo step dà diritto per le azioni A a distribuzioni in misura pari al 2% e alle altre azioni al 98%. E così via nei passaggi successivi che ribilanciano le azioni A, mentre i primi passaggi della waterfall favoriscono le azioni B, C e M. Il rispetto della regola dell’hurdle rate (articolo 60, comma 1, lettera b), del Dl 50/2017) non sarebbe rispettato né in caso di exit totale o parziale né di quotazione in borsa. L’Agenzia ricorda quanto stabilito col principio di diritto 5/19, ovvero che rimborso del capitale e rendimento minimo devono essere percepiti dagli altri investitori. E questo vale anche nei casi di cambio di controllo. Le Entrate stigmatizzano il meccanismo della waterfall relativo alla prima distribuzione che tiene fuori le azioni A. E questo riguarderebbe anche le ipotesi di exit totale, parziale e di quotazione. Pertanto, mancando la condizione della lettera b), la presunzione che si sia in presenza di redditi finanziari non opera ope legis. Ma anche la clausola di lock up che prevedrebbe l’impossibilità di vendere prima di 5 anni e che integra la condizione dell’holding period può essere disattivata. Infine i meccanismi previsti in caso di good leavership non escludono il nesso fra la titolarità degli strumenti e il rapporto di lavoro. Pertanto i redditi derivanti dalle azioni M non possono qualificarsi come redditi finanziari.
Con la risposta n. 44 la partecipazione dei manager a un fondo di fondi si configura come carried interest (tassato al 26%) in presenza di un investimento pari al 5-10% dell’investimento complessivo del fondo, un holding period quinquennale e un meccanismo di hurdle rate che garantisce che gli investitori percepiscano un ammontare pari al capitale investito e un rendimento minimo previsto nello statuto o nel regolamento.
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