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20 Maggio 2022

Garanzie statali sino a fine anno alle banche che prestano a imprese

di Alessandro Germani



Il Dl Aiuti interviene per supportare le esigenze di liquidità delle imprese attraverso lo schema classico della garanzia a favore di banche e imprese finanziarie che accordano prestiti alle aziende.
In considerazione delle rilevanti difficoltà che si incontrano a livello di approvvigionamento per i rincari delle materie prime, del gas e dell'energia, le garanzie in questione sono prorogate fino al 31 dicembre 2022.
Lo strumento operativo messo in campo dal Governo è quello della Sace che si rivolge a tutte le imprese (ricomprendendo anche le Pmi) e quello del Fondo Centrale di Garanzia (Fcg) che è invece tarato sulle sole Pmi.
Pertanto, anche in presenza della nuova emergenza data dalla crisi russo-ucraina la risposta è stata quella, ben testata con la precedente fase emergenziale del Covid, basata sulle due strutture di Sace e di Fcg.
L'intervento in garanzia da parte di Sace è strutturato in conformità alla normativa europea in tema di aiuti di Stato ma prevede che l'impresa debba dimostrare che la crisi in atto comporta dirette ripercussioni economiche negative sull'attività d'impresa stessa.
Sarà interessante vedere come le società richiedenti la garanzia potranno dimostrare tali difficoltà. In ogni caso l'accesso è consentito a quelle imprese che alla data del 31 gennaio 2022 non si trovavano in situazione di difficoltà in base ai regolamenti europei e comunque con un rapporto tra debito e patrimonio netto contabile registrato negli ultimi due anni dall'impresa che non può essere superiore a 7,5.
Sono in ogni caso escluse quelle con esposizioni classificate come sofferenze in base alla normativa bancaria, mentre sono incluse quelle che hanno presentato un concordato in continuità o abbiano stipulato accordi di ristrutturazione del debito o presentato un piano attestato. La garanzia è rilasciata per finanziamenti di durata non superiore a sei anni (con massimo 36 mesi di preammortamento). L'importo del prestito assistito da garanzia non è superiore al maggiore tra i seguenti elementi:

  • il 15% del fatturato annuo totale medio degli ultimi tre esercizi conclusi come risultante dai relativi bilanci o dalle dichiarazioni fiscali; tale fatturato, singolo o consolidato in caso di gruppo, deve essere realizzato comunque in Italia;
  • il 50% dei costi sostenuti per fonti energetiche nei 12 mesi precedenti il mese della richiesta di finanziamento inviata dall'impresa beneficiaria al soggetto finanziatore.
Tanto la misura della garanzia quanto il costo sono tarati sulle dimensioni dell'impresa richiedente. Al crescere delle dimensioni, infatti, la misura della garanzia decresce (dal 90% al 70% dell'importo del finanziamento).
Quanto al premio annuale di garanzia nei sei anni passa da 25 punti base a 100 per le Pmi, mentre per le altre imprese raddoppia (da 50 a 200 punti base). I finanziamenti, la cui durata può essere portata fino a otto anni, sono richiesti a copertura dei costi di personale, per investimenti, per esigenze di circolante, ma sempre con vincolo di localizzazione delle attività in Italia.
Il provvedimento riguarda anche il sostegno alla liquidità delle Pmi con lo strumento del Fondo centrale, agendo sulle disposizioni della legge di Bilancio 2022. Viene previsto un meccanismo di garanzia, a supporto delle esigenze di liquidità che scaturiscono dal conflitto in corso, a valere fino al 31 dicembre 2022, nella misura massima del 90% ed entro il limite di 5 milioni di euro, per un importo massimo del finanziamento che non superi il maggiore fra il 15% del fatturato annuo totale medio degli ultimi tre esercizi e il 50% dei costi sostenuti per l'energia nei 12 mesi precedenti. In questo caso la garanzia è a titolo gratuito, senza possibilità di cumulo con altre misure di Temporary framework (stessa previsione garanzia Sace).

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