11 Maggio 2023
Gli importi sono dovuti anche se il bilancio non è approvato
di Alessandro Germani
I termini di versamento per le società di capitali per le imposte a saldo per il 2022 (Ires e Irap) sono al momento fissati al 30 giugno. Ciò si desume dalla norma (articolo 17, comma 1 del Dpr 435/2001).
Il calendario
Essa prevede tale scadenza per le società che approvano il bilancio ordinariamente nei 120 giorni. Quelle che per legge approvano il bilancio oltre i quattro mesi verseranno il saldo entro l'ultimo giorno del mese successivo a quello di approvazione del bilancio. Anche in caso di mancata approvazione, il termine resta comunque all'ultimo giorno del mese successivo a quello di scadenza del termine stesso. Il comma 2 dà poi la possibilità di avvalersi di ulteriori 30 giorni, con una maggiorazione dello 0,40%, prorogando la scadenza classica del 30 giugno a fine luglio.
Chiarito il quadro dei versamenti, vediamo le implicazioni pratiche, concentrandoci per brevità sull'Ires (molti ragionamenti valgono anche per l'Irap).
Controllo dei conteggi
In prima battuta, le società dovranno fare un check dei conteggi effettuati in occasione della redazione dei bilanci: se tutte le analisi fiscali sono state completate, in sostanza la redazione del quadro RF replica perfettamente tutte le variazioni apportate ai conteggi di bilancio e porta a determinare il medesimo reddito imponibile.
Capita spesso, però, che alcune informazioni non siano disponibili all'atto della redazione di bilancio e lo divengano successivamente per i versamenti. Ciò fa emergere un reddito imponibile differente da quello stimato in bilancio, il che porterà ad aggiornare la stima del debito tributario in contabilità attraverso sopravvenienze passive (per maggiori imposte) o attive (per minori imposte).
Quadro RN
A questo punto si arriva a compilare il quadro RN, per determinare l'Ires da versare. In prima battuta va verificata la presenza di perdite pregresse, che consentono di abbattere parzialmente il reddito imponibile (in misura pari all'80%).
Altri elementi tipici che possono influire sul quadro sono (rigo RN6, colonna 5) le somme da agevolazioni per investimenti in start up innovative e (colonna 6) le deduzioni relative all'Ace. Si aggiungono le varie detrazioni cui la società potrebbe avere diritto. Anche in questi casi, chiaramente, dovrebbero essere importi già conosciuti in bilancio; in caso contrario andranno gestite le differenze emergenti.
Altra casistica generalmente disponibile per i versamenti è quella dei conteggi dei crediti d'imposta esteri,da collocare al rigo RN13. E al rigo RN15, colonna 2, andranno inserite le ritenute d'acconto subite per giungere (rigo RN17) all'Ires dovuta, che costituisce la base di calcolo per gli acconti dell'anno in corso (si veda l'articolo a fianco).
Dopo aver tenuto conto delle eccedenze riportate dalla precedente dichiarazione (e di quelle già utilizzate) nonché degli acconti versati (per i quali è sempre consigliabile effettuare un controllo con i modelli di versamento quietanzati), si perviene all'imposta a debito (RN23) o a credito (RN24).
Consolidato fiscale
Situazione in parte differente riguarda le società inserite in un consolidato fiscale nazionale: anziché compilare il quadro RN, si dovrà compilare il quadro GN, i cui dati poi vanno a confluire materialmente nel modello Cnm di consolidato nazionale.
Il consolidato in primis determina la compensazione intersoggettiva delle perdite, che è l'elemento più rilevante. Ma consente altresì di gestire le eccedenze di interessi passivi e di Rol, facendo si che le società che non riescono a dedurre gli interessi trovino l'ausilio di quelle del gruppo che invece hanno margini per l'assorbimento.
Ricordiamo anche che, in base agli accordi di consolidamento sottoscritti, vi saranno regole privatistiche che prevedono per le consolidate l'obbligo di trasferire le risorse monetarie alla capogruppo per i versamenti delle imposte a saldo e in acconto. A ciò si aggiungono le remunerazioni che spettano alle entità che trasferiscono le perdite o le eccedenze di Rol.
Tutto ciò per segnalare l'importanza che i relativi crediti e debiti vengano saldati o compensati: altrimenti la proliferazione delle poste intercompany a livello bilancistico e bancario non è mai ben vista.
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