23 Maggio 2024
Il costo delle azioni estere in donazione è quello dei donanti
di Alessandro Germani
La risposta a interpello 114: se il donante non ha subito tassazione il costo fiscale è quello originario
La risposta delle Entrate 114/2024 chiarisce che ai fini della cessione il costo o valore di acquisto delle azioni estere ricevute in donazione è quello dei donanti. Una persona fisica italiana ha ricevuto in donazione assieme ai fratelli azioni di una holding belga che controlla una società belga quotata. I genitori avevano conferito la società belga nella holding con un’operazione neutrale in Belgio. Poi hanno donato le azioni della holding ai figli. L’istante vorrebbe prendere come costo il valore normale delle azioni (media del mese).
Secondo l’Agenzia invece la plusvalenza si determina in base al costo del donante (articolo 68, comma 6, del Tuir) imputando anche gli oneri inerenti quali l’imposta di successione e donazione (circolare 165/E/98). La norma fa riferimento al valore d’acquisto assoggettato a tassazione, di modo che se l’acquisizione è avvenuta a titolo gratuito, tutto il corrispettivo farà plusvalenza. Quindi il valore normale può assumersi come riferimento per la determinazione della plusvalenza solo se abbia avuto rilevanza fiscale. Ma così non è stato in quanto i genitori all’atto del conferimento non hanno subito tassazione. Per cui il figlio donatario assumerà come valore di acquisto delle azioni della holding quello ereditato dai genitori donanti, eventualmente incrementato degli oneri inerenti fra cui l’imposta di donazione assolta dal donatario.
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