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25 Giugno 2025

Ibridi, scudo antisanzione per ogni transazione analizzata

di Alessandro Germani


La circolare Assonime 14/2025 in tema di dichiarazioni dei redditi delle società e relativi versamenti si sofferma su tre novità. In primis quella relativa alla documentazione riguardante i disallineamenti da ibridi introdotti dal Dlgs 142/18. L’articolo 61 del Dlgs 209/23 ha previsto un meccanismo di penalty protection che si applica ai periodi d’imposta 2023 e 2024 nonché a quelli pregressi (2020, 2021 e 2022). La scadenza per il 2024 e 2023 è stata fissata dal Dm 6 dicembre 2024 al 31 ottobre 2025. Ma il recente decreto fiscale (Dl 84/25) ha concentrato in tale data anche il recupero della documentazione per gli anni pregressi. Dopodiché l’associazione analizza in maniera assai approfondita gli allegati A e B. Il primo si basa su una copertura che opera secondo un criterio «cherry picking» ovvero si ottiene la protezione per ciascuna transazione che si analizza. Il secondo individua il percorso di analisi da seguire e le informazioni da raccogliere anche dalle entità di vertice del gruppo e le relative procedure che qualificano come idonea la documentazione. L’analisi condotta è utile e dettagliata.

La circolare si occupa poi della tematica dell’affrancamento delle riserve in sospensione di imposta facendo dei confronti con l’analogo provvedimento della legge 311/2004. In attesa del decreto attuativo, l’ambito oggettivo di applicazione dovrebbe essere assai ampio (riserve in sospensione moderata e radicale, riserve imputate a capitale, vincolo apposto ab origine sul capitale). La base imponibile dovrebbe essere al netto dell’imposta sostitutiva relativa alla rivalutazione/riallineamento (Cassazione 32204/19 e 9509/18). L’opzione si esercita in dichiarazione, non rilevando il versamento della sostitutiva. L’affrancamento non muta l’origine della riserva che resta tale fiscalmente (di utili o di capitali). Dal punto di vista contabile una recente proposta di emendamento dell’Oic 25 prevede che la contabilizzazione della sostitutiva debba andare in contropartita del patrimonio netto e non a conto economico, come era consentito in passato.

Sulla maggiorazione del costo del personale ammesso in deduzione in presenza di nuove assunzioni la circolare evidenzia che il Dl fiscale ha condivisibilmente espunto le società collegate da perimetro di gruppo, semplificando i calcoli richiesti. Circa il fattore di correzione che opera a livello di gruppo (si veda «Il Sole 24 Ore» del 20 giugno) con un esempio fuorviante nella relazione illustrativa del Dm attuativo l’amministrazione finanziaria dovrebbe porvi rimedio.

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