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29 Aprile 2025

Cfc, impugnabile il rifiuto all’istanza di interpello

di Alessandro Germani


Una primaria compagnia assicurativa aveva presentato interpello disapplicativo del regime Cfc relativo a una propria controllata irlandese che svolgeva attività riassicurativa in Irlanda (esimente da svolgimento di un’effettiva attività commerciale nello Stato di insediamento). Tale istanza per il 2012 era stata dichiarata inammissibile, come già la precedente del 2011. In secondo grado il ricorso originario era stato dichiarato inammissibile. La Cassazione con l’ordinanza 10902/2025 del 25 aprile conferma che il diniego opposto dall’Amministrazione è suscettibile di autonoma e immediata impugnazione dinanzi al giudice tributario.

Tra questi atti impugnabili rientra anche l’istanza di disapplicazione di norme antielusive. Questa fornisce al contribuente il convincimento dell’Agenzia e può incidere sulla sua condotta in dichiarazione dei redditi. L’impugnabilità dell’interpello disapplicativo era prevista anche dal Dlgs 156/15 poi abrogato nel 2023. E ciò vale secondo l’odierna Cassazione anche per l’interpello Cfc (Cassazione 36050/022 e 35442/23). Non conta infatti che l’interpello sia stato dichiarato inammissibile (sia nel 2011 sia nel 2012), perché la richiesta della contribuente è stata respinta nel merito. Si tratta di un provvedimento di definitivo diniego fondato sulla ritenuta mancanza di prova della sussistenza dei presupposti voluti dall’articolo 167, comma 8-ter, del Tuir ai fini della disapplicazione del regime Cfc. Per questo motivo la Cassazione ha accolto il ricorso della contribuente rinviando al secondo grado di giudizio.

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