05 Novembre 2020
Le cartolarizzazioni dei crediti bancari alla luce degli aspetti di bilancio e fiscali
di Alessandro Germani e Renzo Parisotto
Le operazioni di cartolarizzazione sono state introdotte dalla legge 130/1999 per venire incontro all'esigenza, tipica anche delle entità bancarie, di cedere i propri crediti per soddisfare i ratios patrimoniali delle norme di Basilea. In questo modo viene costituita una Spv (special purpose vehicle), che acquista i crediti finanziandosi con l'emissione di titoli ad hoc (Abs - asset backed securities).
La norma che disciplina queste operazioni è stata modificata varie volte, con una proliferazione non ordinata che meriterebbe oggi un ritocco. Dal punto di vista bilancistico, queste operazioni sono state sempre gestite "sotto la linea" ovvero fuori dal bilancio, sebbene oggi questa prassi, per i soggetti Oic, al pari di quelli IAS adopter, non esista più, data l'eliminazione dei cd. "conti d'ordine". Questa prassi, di fatto, non consente di rappresentare nel bilancio della Spv la portata dell'investimento in crediti e il conseguente finanziamento tramite emissione di titoli.
Fiscalmente, poiché la Spv genera reddito pressoché nullo, se non nei casi in cui gli eventuali residui dell'intera operazione non siano attribuiti agli investitori, essa subisce una tassazione quantitativamente insignificante.