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21 Febbraio 2018

Più metodi per calcolare scorte e attività in corso

di Alessandro Germani


 

In tema di valutazione delle rimanenze di magazzino l'articolo 2426 n. 9 del codice civile stabilisce che queste siano valutate al minore fra il costo di acquisto o di produzione e il valore di realizzazione desumibile dal mercato.
Il costo dei beni si determina in base al costo specifico. Tuttavia, il successivo n. 10 introduce, per i beni fungibili, i seguenti metodi:

  • Fifo (first in first out, in giacenza restano gli acquisti più recenti);
  • Lifo (last in first out, in giacenza restano gli acquisti più remoti);
  • Costo medio ponderato.

Esistono, poi, delle tecniche alternative quali il metodo dei costi standard, quello del prezzo al dettaglio e quello del valore costante. I costi standard sono attendibili quando considerano livelli normali di efficienza e capacità produttiva, sono regolarmente revisionati e rivisti in base alle condizioni del momento.
Il prezzo al dettaglio costituisce una buona approssimazione in presenza di grandi quantità di rimanenze di beni a rapido rigiro con margini di importo simile e si ottiene detraendo dal valore di vendita delle rimanenze un'adeguata percentuale di margine lordo. Infine, il valore costante si applica alle rimanenze quando sono costantemente rinnovate e di scarsa rilevanza rispetto all'attivo di bilancio.
Le rimanenze sono poi oggetto di svalutazione in bilancio quando il valore di realizzazione desumibile dall'andamento di mercato è minore del valore contabile. Il metodo prescelto per la valutazione delle stesse deve essere costantemente applicato. Infine, il cambiamento di metodo per la determinazione del costo dei beni fungibili costituisce un cambiamento di principio contabile.
Venendo alla valutazione dei lavori in corso su ordinazione, l'articolo 2426 n. 11 del codice civile stabilisce che gli stessi possono essere iscritti sulla base dei corrispettivi contrattuali maturati con ragionevole certezza, riconoscendo la possibilità di utilizzo del metodo della percentuale di completamento. Esso presuppone la valutazione delle rimanenze in misura corrispondente al ricavo maturato determinato con riferimento allo stato di avanzamento dei lavori (Sal). Questo può essere determinato in base ai seguenti quattro metodi:

  • del costo sostenuto (cost to cost);
  • delle ore lavorate;
  • delle unità consegnate;
  • delle misurazioni fisiche.

Il primo si fonda sul rapporto fra i costi sostenuti ad una certa data rispetto ai costi di commessa totali stimati. La percentuale che se ne ricava viene poi applicata al totale dei ricavi stimati di commessa, ottenendo così i ricavi maturati a tale data.
Occorre considerare che l'aggiornamento delle stime può comportare una variazione dei costi e dei ricavi complessivi e, quindi, del margine di commessa. Il metodo delle ore lavorate stima l'avanzamento delle opere sulla base del rapporto fra le ore lavorate e quelle totali previste e trova applicazione laddove la componente lavoro sia assolutamente preminente rispetto ai materiali. Il metodo delle unità consegnate presuppone un flusso della produzione omogeneo a quello delle consegne, cosicché le unità non consegnate sono valutate al costo e costituiscono le rimanenze. Infine, il metodo delle misurazioni fisiche porta a rilevare le quantità prodotte e a valutarle ai prezzi contrattuali, comprensivi delle revisioni prezzi e dei compensi aggiuntivi.
Il criterio della commessa completata è invece alternativo, in quanto presuppone che ricavi e margine di commessa siano riconosciuti solo quando il contratto è completato, valutando le rimanenze per le opere eseguite ma non completate al costo di produzione, o al valore di mercato se minore.

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