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17 Novembre 2021

Istanze consigliate per evitare l'abuso del diritto

di Alessandro Germani



Fuori dai casi sopra visti di obbligatorietà dell'interpello disapplicativo per il riporto delle posizioni soggettive nelle fusioni e scissioni, la presentazione di un'istanza di interpello in presenza di una o più operazioni straordinarie può essere valutata nel caso in cui il contribuente voglia ottenere una risposta dall'agenzia delle Entrate volta a confermare la bontà dell'operazione e l'assenza di aspetti elusivi. In tal senso, quindi, determinate operazioni straordinarie sono precedute da istanze di interpello per valutare gli eventuali aspetti abusivi ex articolo 10-bis della legge 212/00.
La recente fioritura di risposte a interpello dal 2018 ha, se non altro, il pregio di costituire una base a cui il contribuente può ricorrere per valutare gli elementi a favore della bontà fiscale di una determinata operazione o della sua pericolosità. Molte pronunce hanno riguardato operazioni storicamente viste come pericolose quali le scissioni, perché il trasferimento del patrimonio operato mediante la neutralità tipica di queste operazioni è finito spesso sotto la lente del fisco. Senonché a partire dalla risoluzione 97/E/17 tali operazioni sono state per così dire sdoganate, riconoscendosi che il contribuente fra più percorsi alternativi per addivenire al medesimo risultato, qualora siano tutti legittimi, possa scegliere quello meno oneroso.
Allo stesso modo la risoluzione 98/E/17 ha dichiarato non abusiva una scissione asimmetrica immobiliare. Può essere utile anche fare un veloce riferimento ad alcune recenti risposte del 2021 sempre in tema. In particolare, la risposta 459 ha dato il via libera ad una scissione parziale proporzionale finalizzata a trasferire gli immobili nella beneficiaria in modo tale da consentirle di onorare gli impegni finanziari. Ma le Entrate hanno dichiarato la liceità anche di una doppia scissione totale non proporzionale (risposta 746) laddove i due rami della famiglia erano in totale disaccordo sulle strategia per condurre il business. Da qui la separazione degli asset che l'Agenzia ha avallato. Accanto a tali risposte positive, un'attenzione va posta nel caso in cui le operazioni siano più d'una, come capita in presenza di concatenazione di scissioni e conferimenti (d'azienda o in holding). In tali casi (risposte 493 e 497), le Entrate censurano un numero superfluo di operazioni, sebbene ciò contrasti con la nuova definizione di abuso del diritto, che dovrebbe consentire fra più strade quella meno onerosa per il contribuente.