16 Ottobre 2019
L'Eltif finanzia le Pmi Premio dal fisco per i privati
di Alessandro Germani
L'introduzione degli Eltif (European long term investment fund) a opera dell'articolo 36-bis del decreto crescita consente di sviluppare alcune considerazioni che spaziano dalla finanza al fiscale.
L'obiettivo è quello di veicolare, attraverso fondi chiusi per definizione illiquidi, le risorse verso le Pmi che necessitano di quel capital paziente atto a supportarne lo sviluppo. Ciò può avvenire mediante l'investimento da parte di istituzionali (casse, assicurazioni, fondi pensione) ma anche del retail.
Il vincolo quantitativo all'investimento, non superiore a 150mila euro nell'anno e a 1,5 milioni di euro complessivamente, ne fa uno strumento che ben si addice anche alla raccolta tipica del private banking e del wealth management.
A ben vedere si tratta della stessa filosofia che è stata alla base, con la legge di bilancio 2017, dell'introduzione dei Pir per il mercato retail, in quel caso con un vincolo quantitativo assai più contenuto (30mila euro annui e 150mila euro complessivi). Ma la portata degli Eltif è duplice.
Da un lato infatti si tende ad approcciare una gamma di risparmiatori più abbienti, dall'altro si fornisce una risposta al blocco che le emissioni dei Pir dal 1° gennaio 2019 hanno fatto registrare per via della recente legge di bilancio e del DM del 7 maggio 2019 (si veda «Il Sole 24 Ore» del 10 maggio). Ci si riferisce ai rilevanti vincoli posti all'investimento, consistenti in un 3,5% a favore di strumenti finanziari negoziati su Mtf e in un altro 3,5% destinato ai fondi di venture capital, che non hanno trovato apprezzamento sul mercato. Come nel caso dei Pir, comunque, il volano è rappresentato dal forte appeal fiscale dello strumento. Infatti i redditi di capitale e diversi derivanti dagli investimenti diretti negli Eltif o da quelli indiretti (fondi di fondi) da parte di persone fisiche residenti nel territorio dello Stato non sono soggetti a imposizione.
Al momento l'esenzione non è prevista per soggetti diversi dalle persone fisiche (gli istituzionali). Non si applica poi nemmeno l'imposta sulle successioni in caso di trasferimento mortis causa delle azioni o quote detenute negli Eltif o in fondi di Eltif.
Così nel 2020
Nel 2020 saranno agevolati gli investimenti in Eltif che presentano tutte le seguenti caratteristiche:
a) il patrimonio raccolto dal medesimo gestore non è superiore a 200 milioni di euro per ciascun anno, fino a un limite massimo complessivo per ciascun gestore pari a 600 milioni di euro
b) almeno il 70% del capitale è investito in attività di investimento ammissibili (articolo 10 del regolamento Ue 2015/760), riferibili a imprese di portafoglio ammissibili (articolo 11 del medesimo regolamento), residenti nel territorio dello Stato in base all'articolo 73 del Tuir o in Stati membri Ue o aderenti al See con stabili organizzazioni nel territorio dello Stato.
Di fatto gli investimenti ammissibili devono riguardare:
- strumenti di equity, quasi equity e debito
- prestiti erogati dall'Eltif con una scadenza non superiore al suo ciclo di vita
- azioni o quote di altri Eltif o di fondi europei per il venture capital o l'imprenditoria sociale
- partecipazioni dirette o indirette in attività reali per almeno 10 milioni di euro.
Invece le imprese di portafoglio ammissibili sono:
- non finanziarie;
- non ammesse alla negoziazione su un mercato regolamentato o sistema multilaterale di negoziazione o, se ammesse, con capitalizzazione di mercato inferiore a 500 milioni;
- stabilite in un Paese Ue o terzo non classificato come ad alto rischio e non collaborativo.
Come per i Pir esiste un holding period di cinque anni che, se non rispettato, comporta una recapture dei redditi unitamente agli interessi ma senza applicazione delle sanzioni. In caso, tuttavia, di reinvestimento, nei 90 giorni, in un altro Eltif o fondo di Eltif a fronte della cessione o del rimborso delle quote o azioni prima dei cinque anni l'agevolazione non viene meno, similmente ai Pir. Si è comunque in attesa del decreto attuativo del Mef e dell'OK della Commissione Ue.
Di recente la risposta 97/E/2019 ha chiarito che l'Eltif è un Oicr Pir compliant e quindi come tale agevolabile. Tuttavia il fondo ha un periodo di "avvio" sino a 30 mesi in cui non può rispettare i limiti di investimento previsti dal regolamento di gestione e, quindi, i limiti previsti dalla normativa Pir. Di conseguenza l'Eltif si potrà qualificare "Pir compliant" solo con l'avvio del "periodo di gestione", dal quale decorrerà anche l'holding period (si veda «Il Sole 24 Ore» del 16 aprile).
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