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03 Maggio 2022

Studio preliminare da centrare sulla neutralità fiscale

di Alessandro Germani



Le riorganizzazioni all'interno di un gruppo sono figlie di precedenti operazioni di M&A oppure di una necessità di riorganizzare le aree di business secondo delle logiche differenti.
In tali casi si tende a prediligere soluzioni societarie che non comportino anche degli aggravi in termini fiscali.
Un caso classico è dato da un'operazione di acquisizione iniziale che poi comporti la necessità di incorporare la target acquisita. Ciò come classico risvolto da operazione di M&A. Ma a latere di questa potrebbe anche sorgere la necessità di scorporare un determinato ramo a favore di un'altra entità del gruppo, o di procedere a un conferimento d'azienda.
Queste esigenze possono venire alla luce anche in assenza di operazioni di M&A.
Accade spesso, infatti, che nei gruppi di maggiori dimensioni si tenda a prediligere la semplificazione, accorpando assieme alcune realtà per addivenire a un minor numero di entità, anche in chiave di consolidamento successivo dei conti.
Quali che siano dunque le motivazioni, si tende a optare per riorganizzazioni interne che non diano luogo anche ad aggravi fiscali. Perché si tende a essere maggiormente disposti a sopportare un aggravio fiscale in una transazione con parti terze, piuttosto che in una mera riorganizzazione nella quale l'imposizione fiscale tende ad essere vista come una penalizzazione.
A ogni modo, l'ordinamento tributario prevede tutta una serie di operazioni che sono fiscalmente neutrali e che rispondono agli scopi di cui sopra. Se infatti l'obiettivo è quello di accorpare una o più entità societarie la soluzione sarà quella della fusione, che è un'operazione neutrale sia per le società che vi procedono sia per i soci in base all'articolo 172 del Tuir. Se invece l'obiettivo è quello di separare un determinato ramo aziendale (ad esempio la componente immobiliare) allora si potrà optare per una scissione parziale a favore di altra entità del gruppo.
Anche questa operazione è infatti fiscalmente neutrale secondo l'articolo 173 del Tuir.
Differente è invece l'ipotesi in cui si decida, ad esempio, di procedere a un conferimento di un ramo aziendale a favore di una newco. In questo caso si mantiene il legame societario posto che il conferente riceve in cambio le partecipazioni della società che beneficia del ramo aziendale.
Anche questa operazione è fiscalmente neutrale in base all'articolo 176 del Tuir.
Ci sono poi gli scambi di partecipazioni, come permute o conferimenti, di maggioranza e di minoranza qualificata (articolo 177 del Tuir) che garantiscono anch'essi la neutralità fiscale in base ai comportamenti contabili adottati. Peraltro tutte queste combinazioni sono esperibili anche per gruppi di dimensioni europee perché la neutralità fiscale (articoli 178 e 179 del Tuir) è prevista anche in questi casi, quando intervengano soggetti residenti in Italia e soggetti Ue nelle operazioni cosiddette transfrontaliere. Compresi i casi in cui la presenza in Italia non avvenga attraverso delle subsidiaries ma delle branch (stabili organizzazioni).

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