30 Luglio 2020
Mercati regolamentati della finanza, il fisco si adegua ai nuovi segmenti
di Alessandro Germani
L'agenzia delle Entrate ha posto ieri in pubblica consultazione, fino al 14 settembre, una bozza di circolare riguardante la nozione di mercato regolamentato in materia di imposte sui redditi. Vediamone le finalità e l'impianto.
L'esigenza nasce dal fatto che ai fini delle imposte sui redditi, sia il Tuir sia alcune disposizioni speciali (quali il Dpr 600/73 in materia di ritenute, l'articolo 1 del Dlgs 239/96 in tema di sostitutiva sugli interessi da obbligazioni e titoli assimilati, la rideterminazione del valore delle partecipazioni) fanno riferimento a questo concetto. Che storicamente è stato trattato da vari provvedimenti di prassi (circolari 165/E/98, 207/E/99, 26/E/04) ma che richiede oggi a fini fiscali un restyling. La bozza tratta due aspetti:
- la nozione di mercato regolamentato estero;
- i sistemi multilaterali di negoziazione (Mtf - multilateral trading facilities).
- regolamentati, ovvero dotati di organizzazione e regole di funzionamento;
- riconosciuti della competenti autorità;
- aperti al pubblico per l'incontro di domanda e offerta di una pluralità di soggetti.
Il comun denominatore fra mercati regolamentati e Mtf è la presenza di un regolamento che, ai fini delle imposte sui redditi, rileva in quanto esistono regole di formazione dei prezzi. L'esistenza di prezzi ufficiali consente, ai fini fiscali, di equiparare l'Mtf al mercato regolamentato in quanto in ambedue le circostanze i prezzi delle partecipazioni quotate o negoziate viene stabilito in base a valori oggettivamente rilevabili. Ciò è desumibile in base alla stessa Mifid II (direttiva 2014/65) che conferma la precedente Mifid I e consente l'equiparazione di queste due tipologie di mercati.
RIPRODUZIONE RISERVATA