09 Settembre 2022
Riorganizzazioni e acquisizioni tra neutralità e abuso del diritto
di Alessandro Germani
Le operazioni straordinarie possono riguardare tanto le riorganizzazioni interne ad un gruppo societario quanto le acquisizioni di entità terze. In ambedue i casi le tematiche con cui ci si deve confrontare in fase di pianificazione e di implementazione sono da un lato la neutralità fiscale e dall'altro l'abuso del diritto.
La neutralità fiscale consente di far sì che ad una data operazione non sia associato alcun profilo di tassazione, che evidentemente la renderebbe meno efficiente. Ciò è determinante nel caso di riorganizzazioni interne, ma può essere un elemento chiave anche in operazioni con parti terze. Perché accanto a operazioni di compravendita di partecipazioni che generalmente possono beneficiare di una pressoché totale detassazione se ricorrono i requisiti della participation exemption, si accompagnano spesso successive fusioni volte ad accorciare la catena di controllo o scissioni finalizzate a separare determinati business (ad esempio la componente core rispetto a quella immobiliare). Di fatto per come sono disciplinate nel Tuir le fusioni, le scissioni e le trasformazioni sono fiscalmente neutrali. Lo stesso dicasi per i conferimenti aziendali e per quelli di partecipazioni; in questo secondo caso la neutralità può tuttavia dipendere da determinati comportamenti contabili. Tendenzialmente la neutralità fiscale è prevista anche nelle cosiddette operazioni transfrontaliere, che riguardano un'entità residente nel territorio nazionale ed una che risiede in Stati Ue.
L'altro elemento cruciale riguarda la tematica dell'abuso del diritto. A seguito della sua riformulazione con l'articolo 10-bis della legge 212/00 è stato definitivamente sdoganato il concetto per cui a parità di condizioni il contribuente è libero di scegliere l'operazione più conveniente sotto il profilo fiscale. Ad esempio, una fusione rispetto ad una liquidazione societaria, essendo la seconda un'operazione normalmente tassata a differenza della prima. Ciò ha consentito di sdoganare una volta per tutte le operazioni di scissione - non solo quelle proporzionali ma anche quelle asimmetriche, ovvero con attribuzione delle partecipazioni della beneficiaria in maniera non proporzionale - operazioni queste ultime che a lungo erano state bocciate dal fisco in quanto ritenute elusive. A partire poi dalla risoluzione 97/E/17 le scissioni sono state considerate legittime anche se seguite dalla cessione delle partecipazioni della scissa e/o della beneficiaria. Va inoltre considerato che dal 1° settembre 2018 l'Agenzia ha prodotto una serie di risposte ad interpello in cui, analizzando le varie operazioni straordinarie, singole o concatenate, ha fornito chiarimenti volti a promuovere queste operazioni, bocciando solo quelle che seguono dei percorsi tortuosi che per le Entrate non sarebbero rappresentative dei canoni comuni di mercato. In tema poi di fusioni e scissioni sono molteplici le risposte agli interpelli disapplicativi in relazione al riporto delle posizioni soggettive (perdite fiscali, interessi passivi indeducibili, eccedenze Ace), che hanno chiarito le condizioni ricorrendo le quali tendenzialmente il fisco dà il via libera a tali riporti.
In questo panorama diventa necessario in fase di pianificazione delle operazioni da un lato considerare gli aspetti che consentono di beneficiare della neutralità fiscale, dall'altro tenere in debita considerazione il punto di vista dell'amministrazione finanziaria. In tal senso si potrà far tesoro delle risposte fornite in casistiche analoghe alla propria, oppure predisporre un'apposita istanza di interpello se si ritiene che il caso non sia stato trattato e necessiti del vaglio preventivo dell'Amministrazione.
Il tabloid prossimamente in edicola passa quindi in rassegna tutte le citate operazioni straordinarie (fusioni, scissioni, trasformazioni, conferimenti d'azienda e di partecipazioni, scambi di partecipazioni, operazioni transfrontaliere) alla luce di questi due canoni - neutralità e abuso del diritto - evidenziando oltre alla portata della disciplina del Tuir le copiose interpretazioni della prassi e le pronunce della giurisprudenza. Vengono infine trattate le operazioni cosiddette circolari, che di recente sono spesso finite nel mirino dei verificatori.
L'obiettivo è fornire al lettore uno strumento utile a soppesare in maniera consapevole come pianificare queste operazioni e i possibili risvolti in chiave fiscale delle medesime.
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