19 Marzo 2022
Investitori non professionali, Fia sotto il 10% del portafoglio
di Alessandro Germani
L'abbassamento a 100mila euro (da 500 mila) della soglia minima di investimento degli investitori non professionali nei Fia (fondi d'investimento alternativi) riservati potrebbe ingenerare uno sviluppo ulteriore di strumenti quali i Pir alternativi.
È questo uno dei possibili effetti del decreto 13 gennaio 2022 del ministero dell'Economia n. 19 ( pubblicato nella «Gazzetta Ufficiale» del 15 marzo 2022 e in vigore dal prossimo 30 marzo) che modifica il Dm 5 marzo 2015 n. 30 attuativo delle disposizioni del Testo unico della finanza (articolo 39) relative alla determinazione dei criteri generali cui devono uniformarsi gli Organismi di investimento collettivi del risparmio (Oicr) italiani.
A livello definitorio viene modificato l'articolo 1 del Dm del 2015 introducendo:
il portafoglio finanziario ovvero il valore complessivo del portafoglio costituito da depositi bancari, prodotti di investimento assicurativi e strumenti finanziari disponibili anche presso altri intermediari /gestori;
i prodotti di investimento assicurativi ovvero i prodotti di cui all'articolo 1 c. 1 lettera w-bis.3) del Tuf;
lo strumento finanziario ovvero qualsiasi strumento riportato nella sezione C dell'allegato I del Tuf;
il personale ovvero i dipendenti e coloro che comunque operano sulla base di rapporti che ne determinano l'inserimento nell'organizzazione aziendale, anche in forma diversa dal lavoro subordinato.
Viene poi modificato l'articolo 14 relativo ai Fia riservati a investitori professionali in forma aperta o chiusa. Il nuovo comma 2 prevede che per statuto o regolamento possano partecipare:
- investitori non professionali che sottoscrivono ovvero acquistano quote o azioni del Fia per un importo complessivo non inferiore a 500mila euro, non frazionabile (lettera a);
- investitori non professionali che nell'ambito della prestazione del servizio di consulenza in materia di investimenti sottoscrivono ovvero acquistano quote o azioni del Fia per un importo iniziale non inferiore a 100mila euro a condizione che, per effetto della sottoscrizione o dell'acquisto, l'ammontare complessivo degli investimenti in Fia riservati non superi il 10% del proprio portafoglio finanziario, sempre non frazionabile (lettera b);
- soggetti abilitati alla prestazione del servizio di gestione di portafogli che nell'ambito dello svolgimento di detto servizio sottoscrivono ovvero acquistano quote o azioni del Fia per un importo iniziale non inferiore a 100mila euro per conto di investitori non professionali (lettera c).
L'attuale modifica del Dm del 2015 segue una pubblica consultazione del Mef e di fatto comporta il notevole abbassamento della soglia per gli investitori non professionali, da 500mila euro a 100mila euro. I Fia riservati sono quei particolari Oicr destinati a circolare solo fra investitori professionali come Sim, Sgr, Sicav, fondi pensione, banche, assicurazioni. Viene quindi ampliata la platea abbassando, con le dovute cautele, la soglia per gli investitori non professionali che possono sottoscrivere questi prodotti. Viene infatti richiesta un'opportuna diversificazione (limite del 10% del portafoglio finanziario).
Gli investitori non professionali in questione appartengono a quella clientela cosiddetta affluent dotata di patrimoni elevati e in grado di approcciare a prodotti più illiquidi (fondi di private equity, di debito, di venture capital). Si pensi ai cosiddetti Pir alternativi la cui defiscalizzazione è ammessa per investimenti pari a 300mila euro all'anno e fino all'importo di 1,5 milioni di euro complessivi. L'abbassamento della soglia per gli investitori non professionali ora previsto sembra in grado di dare un ulteriore impulso a questo mercato.
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