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30 Marzo 2022

Il giudizio ritorna alle regole pre-Covid

di Alessandro Germani e Franco Roscini Vitali



La proroga della sospensione - totale o parziale - degli ammortamenti applicabile oltre che ai bilanci 2021 anche ai futuri bilanci 2022 induce a fare alcune riflessioni sul tema della continuità aziendale. Essa, dopo la parentesi del biennio 2019-2020 condizionato dal Covid, ritorna al proprio standard. E dunque occorre valutare se tale sospensione possa essere sintomatica di un venir meno della continuità aziendale. Stante la grave situazione pandemica, sia per i bilanci 2019 sia per i successivi bilanci 2020 si è assistito a due norme che hanno sostanzialmente dato la possibilità di "congelare" la tematica della continuità aziendale.
Pertanto in relazione al biennio 2019-2020, eccezionale per via del Covid, le imprese in difficoltà hanno potuto evitare di dover fare i conti con la tematica della continuità aziendale che in molti casi avrebbe determinato dei giudizi problematici. Ma la deroga in questione è venuta meno per gli attuali bilanci chiusi al 31 dicembre 2021. In assenza della stessa, pertanto, il giudizio sulla continuità aziendale torna ad essere quello stabilito dall'articolo 2423-bis comma 1 numero 1 del Codice civile e dall'Oic 11, per cui l'azienda deve costituire un complesso economico funzionante destinato alla produzione di reddito per un prevedibile arco temporale futuro, relativo a un periodo di almeno 12 mesi dalla data di riferimento del bilancio.
Sotto questo profilo, sicuramente occorrerà fare una valutazione, per i soggetti solari, al periodo che va dal 1° gennaio 2022 al 31 dicembre 2022. E in questo contesto di sicuro le ripercussioni della guerra russo-ucraina possono avere il loro peso. Ciò è testimoniato infatti, sebbene per le quotate, dal richiamo di informazioni richiesto dalla Consob in data 18 marzo 2022 e dimostra quindi l'attenzione che esiste sull'argomento.
Non c'è dubbio, infatti, che su un tema come quello della continuità possano pesare - negativamente - sia gli strascichi relativi al Covid sia l'attuale situazione internazionale aggravata dalla guerra e dal forte rincaro di materie prime ed energia.
E questo indubbiamente pone degli interrogativi sul giudizio volto a verificare la continuità aziendale dell'impresa.
Ma anche la disposizione di proroga della sospensione degli ammortamenti, sia nel 2021 sia nel 2022, in maniera parziale o totale può avere il proprio peso.
Si pensi all'esempio 1A del documento interpretativo 9, per cui una società sospende integralmente gli ammortamenti in virtù delle perdite generate dalla pandemia. Ora questo comportamento in una logica di bilanci 2019 e 2020, laddove comunque esisteva una deroga alla continuità aziendale, tutto sommato poteva essere assorbito con una certa facilità. Ma nello scenario 2021 e 2022 in cui la continuità torna ad essere caratterizzata dai suoi canoni ordinari, la sospensione integrale degli ammortamenti potrebbe generare qualche interrogativo.

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